lunedì 31 marzo 2008

FERROVIA: ALTA VELOCITA'


Trenitalia, da venerdì santo per i treni 725 e 726 - cioè quelli Siracusa/Roma e Palermo/Roma - per rendere più veloce il servizio, gli sfortunati viaggiatori giunti a Messina dovranno con i loro bagagli scendere dal treno, cavalcando le loro scarpe raggiungere il traghetto e sempre cavalcando prendere una coincidenza alla stazione di Villa S. Giovanni per Roma! Questo provvedimento sino al 2 aprile... (ma appoi, come sempre succede, piano piano o i viaggiatori si adeguono o levano i treni ... e chi è 'a prima vota?).

Questa scelta, si legge sulla Sicilia del 29 marzo 2008, è stata dettata dalle assenze delle navi Iginia (da un anno ferma ad un cantiere d'Augusta) Villa (dallo scorso 6 marzo ferma presso Marinarsen per interventi di manutenzione) e della Sibari.



PROVERBIO

Cu' havi dinari, sputa sintenzi

Chi è ricco giudica facilmente

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sabato 29 marzo 2008

PROVERBIO

Cu' si bruciò cull'acqua cauda, si scanta 'i chidda fridda

Chi si è scottato con l'acqua calda, ha paura di quella fredda.

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giovedì 27 marzo 2008

Eh le donne ... le donne !

video

Salone Borsellino al palazzo Vermexio 14 marzo 2008 - Coro delle Donne -

riprese di Gino Cataudo

lunedì 24 marzo 2008

LA LEGGENDA DEL CAVALLO SENZA TESTA


Questa leggenda è ambientata nella Catania settecentesca, nella meravigliosa via Crociferi dove i numerosi nobili che vi tenevano notturni appuntamenti per intrighi amorosi o per cospirazioni private, e quindi non volevano essere notati nè riconosciuti, fecero spargere la voce che di notte vagasse un cavallo senza testa, e perciò nessuno si ci avventurava una volta calate le tenebre. Soltanto un coraggioso giovane scommise con i suoi amici che ci sarebbe andato nel cuore della notte , e come prova di questo, avrebbe piantato un grosso chiodo sotto l'Arco delle monache Benedettine. Gli amici accettarono la scommessa e l'ardimentoso giovane, munito di scala, del grosso chiodo e del martello, si recò a mezzanotte sotto l'Arco delle Benedettine e vi piantò il chiodo; ma, nell'eccitazione non si accorse di aver attaccato anche un lembo del suo mantello al muro; sicchè quando volle scendere dalla scala, credette d'essere stato afferrato dal cavallo senza testa e ci rimase secco. Aveva vinto la scommessa ma la leggenda del cavallo ebbe una clamorosa conferma.

CASTELLO DI CARINI

Nel castello, risalente al tempo di Guglielmo II e modificato dopo il XIV secolo; dal 1400 circa si sussegue senza interruzione la signoria dei baroni e principi La Grua. E' cupamente famoso per una vicenda divenuta leggendaria: il 4 dicembre 1563 la bella castellana Laura Lanza barobessa di Carini, moglie di Vincenzo La Grua, vi morì tragicamente. Si narra che la bellissima dama palermitana, per la sua dissolutezza, venisse confinata in questa feudale dimora. Qui essa continuò una relazione amorosa con il cugino, Don Ludovico Vernagallo, che ogni notte "sopra un poderoso destriero" la raggiungeva al castello. Tradita da un frate, nella fatale notte del 4 dicembre venne sorpresa e uccisa dal padre Cesare Lanza, uomo quanto mai geloso e spietato. Dell'orrendo episodio rimase nei secoli una strana "manata di sangue" impressa dall'uccisa sopra una lastra di marmo. L'antica dimora è oggi affidata alle cure di un custode e il raro visitatore vi può ancora ammirare nella cappella, quasi intatti, pregevoli affreschi.
Attuale proprietario è il principe Lucrezio La Grua.

Pasquetta

foto di Ines Gugliotta Il tempo oggi è stato di chiddi "nesci o nun nesci?" e per un pò è uscito ed adesso piove, piove, PIOVE! Comunque sia la scampagnata è bella e fatta ed è l'ora ca s'arricogghiunu i pupi.
La foto di Ines Gugliotta immortala 'i cozzi dove sino all'inizio degli anni sessanta si trascorreva la Pasquetta siracusana; ed era una festa arrivavano i carretti carichi di famiglie festose al suono di fiscaletti, fisarmoniche e tamburi. Le mamme vigilavano sulle figlie - nun 'i lassavanu cull'occhi mancu un minutu secondo! - e maschi giocavano al pallone e certe volte il pallone "accidentemente" andava proprio dove c'era lei. Un quadretto d'altri tempi prima della cementazione, prima di scoprire nuovi lidi, prima del boom economico e la costruzione di villette fuori città.
Ci si divertiva con niente, le femminucce giocavano con i cerchi, a tirarli e prenderli, oppure alla corda "arancio, pera, limone e mandarino", i masculi 'nte 'rutti disputavano partite a carte a stopi o mazzetto; i più audaci a zicchinetta.
A mezzogiorno il prato dei cozzi era tutto una tavoglia di mille colori apparecchiata a festa! Prima d'andarsene ultimi giri di ballo con l'orchestrina improvvisata o al suono del mangiadischi (ve lo ricordate?)... poi tutti a casa! qualcuno contento d'aver ottenuto un sì o un appuntamento tanto sognato e il cielo stava a guardare!

LEGGENDE DI SICILIA -

venerdì 21 marzo 2008

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

Il presidente del Dopolavoro ERG, nelle vesti di Pilato, ringrazia il pubblico a fine Rappresentazione. Il regista Agostino La Fata presenta uno degli autori Giorgio Guarnaccia gli altri testi sono di Suo Teresa Fichera.

Il regista presenta i gruppi


Applausi del pubblico. . .!


Schieramento scenico finale

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO !
Le foto sono state realizzate da GINO CATAUDO
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VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

foto - Gino Cataudo

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

Un lettore descrive, in versi siciliani, le varie fasi delle scene.
Maria sotto la Croce - attrice Imma Messana -
l'attore Francesco Garofalo (Gesù) nelle scene finali







VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

Gesù sulla Croce. (Francesco Garofalo)
















Alcuni momenti della Via Crucis, dall'orto degli ulivi, al processo di Caifa e successivamente Pilato e il cireneo ....



VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -


I musicanti ... una bellissima violinista e Pino Cultrera.
foto Gino Cataudo

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -


Come ha scritto il realizzatore di questa foto, Gesù - l'attore Francesco Garofalo - è alla pausa caffè prima della Sacra Rappresentazione.
foto - Gino Cataudo

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

Giorgio Guarnaccia (a sx) coautore del testo con Pino Cultrera foto Gino Cataudo

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VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

Il ladrone buono - attore Vito Vargetto - prova la messa in croce!


Una taliatina allo specchio


VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG -

due allegri mercanti...

Il regista Agostino la Fata da le ultime raccomandazioni a Pino Cultrera.
foto Gino Cataudo

domenica 16 marzo 2008

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

VIA CRUCIS su testi di Giorgio Guarnaccia e suor Teresa Fichera



Giorgio Guarnaccia


Gino Cataudo autore del servizio fotografico.



VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

I mercanti del Tempio contestano l'intervento di Gesù.


La moglie di Pilato.

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -




VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

Il regista spiega come deve avvenire la scena del Cireneo che aiuterà Gesù a portare per un tratto la croce.

sabato 15 marzo 2008

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

Il Cireneo aiuta Gesù a portare la croce...

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

Il regista Agostino La Fata da indicazioni su come interpretare la scena madre davanti la croce ...

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

Non è il coro! ma Loredana, Armando e Pippo che seguono con copione in mano l'evolversi delle scene!

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -


da sx - la moglie di Pilato (la brava Maria) Pilato (di spalle) e i due centurioni

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -

L'attrice Imma Messana che sostiene il ruolo della Madonna in due figure plastiche.

VIA CRUCIS 20 marzo 2008 Dopolavoro ERG - PROVE -


Se gli altri si divertono a recitare ... c'è chi lavora! Lo scenografo, uno dei "militi ignoti" della scena, che malgrado svolga un lavoro importantissimo per la realizzazione del lavoro, non ha mai la gioia dell'applauso.
G R A Z I E !

giovedì 13 marzo 2008

SIRACUSA - Processione figurata della Domenica delle Palme del 1850.

La commemorazione dell'entrata di Gesù in Gerusalemme per la Domenica delle Palme si traduce in Siracusa in una rappresentazione muta: teatro, l'antica chiesa del Carmine.
Presso la balaustra di ferro che chiude l'altare maggiore, è un asinello in carta-pesta, di naturale grandezza, pitturato di fresco con cavezza inargentata, e laminette di rame e colori e fronzoli. Lo cavalca Gesù, che con la sinistra regge le redini e con la destra in alto benedice. Ha veste porporina fino al collo e parte del petto bianco, ampio mantello azzurro con artistiche pieghe, aureola (taddema) capelli lunghi, inanellati, viso incorniciato da barbetta bionda, e divisa, secondo la tradizione, sul mento.
Dalla sagrestia per un'angusta porticina, si riesce in una vicina chiesetta di proprietà degli ortolani, che fanno appunto la festa. In essa stanno seduti dodici poverelli, che devono rappresentare i dodici Apostoli.
Sono le 11. La chiesa del Carmine viene chiusa per raffigurare Gerusalemme. Il Cristo in groppa all'asinello viene alzato e condotto a mano sopra una barella. I dodici apostoli in tunica bianca, con un gran pane a corona (cucciddatu) infilato ad un braccio, a due a due, preceduti da uno stendardo ed accompagnati da un tamburino, procedono un poco per la chiesetta, indi escono da una porta laterale all'aperto. La via è gremita di gente, affollate sono le finestre le terrazze e anche i tetti. La processione avanza, il tamburo strepita le campane suonano tutti gridano. Nella gradinata del monastero di fronte (il Ritiro) brulica un fitto sciame di bambini allegri, sorridenti e schiamazzanti. Il Cristo avanza verso la porta e i vecchi, malfermi, malandati apostoli lo circondano. Si bussa a quella porta: ed il noto coro dentro la chiesa canta; altro coro di fuori risponde... e la porta si apre, anzi addirittura si spalanca e Cristo entra in trionfo fea grida giulive del popolo, che vi irrompe come onda furiosa, scampanìo generale, sparo di mortaretti, suono della banda musicale e organo.
A tanto spettacolo un ricordo di questa Festa di lu Signuruzzu a cavaddu rimane nei fanciulli: quello di un angelo di marmo dentro la sagrestia del Carmine, angelo annerito dal tempo, dal naso come pesto, in ginocchio, con le mani incrociate sul petto; quell'angelo era minacciato come essere pauroso ai bambini irrequieti e proprio nella Domenica delle Palme baciato da essi (1).

(1) L'Illustrazione popolare, vol XXVII, n.13 Milano, 30 marzo 1890 - Giornale di Sicilia, a XXXI, n.94. Palermo, 24 marzo 1892

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mercoledì 12 marzo 2008

MATRIMONIO IN BOTTIGLIA












Le nozze più romantiche del secolo scorso, furono celebrate 50 anni fa a Siracusa. Era domenica 5 ottobre 1958 quando Paolina e Ake si sposarono.
Ake Viking marinaio svedese, gettò a mare una bottiglia con un messaggio "d'amore". La fanciulla che avesse trovato il messaggio e gli avrebbe scritto ... se di cosa nasce cosa dde' ciaramidi (tegole) nascono le case!
Per farla breve, quel messaggio affidato alle onde del mare, fu pescato, nelle acque di Siracusa, da un pescatore zio di Paolina Puzzo che sfidando una eventuale burla scrisse al marinaio.
E lui venne a cavallo di un treno sbuffante a carbone e al loro matrimonio 4000 persone fecero ala a queste nozze.
In seguito tanti e tanti giovani siracusani affidarono - senza risultato - messaggi al mare.
Per i loro 30 anni furono invitati da Raffaella Carrà nel programma Carramba che sorpresa; ad ottobre compiono le NOZZE D'ORO augurissimi! da Raffaella Carrà il loro infinito amore si avvertiva anche attraverso il teleschermo, a volte un grande amore può essere racchiuso in un messaggio in bottiglia!