mercoledì 29 aprile 2009

LA GOVERNANTE di V.Brancati - NUOVA SCENA -


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foto di Gino Cataudo

NOTE DI REGIA:
LA GOVERNANTE di Vitaliano Brancati, edita nel '52, incontrò problemi con la censura
sia per l'argomento principale, allora "scabroso" sia per le altre tematiche scomode, contenute nell'opera, che, pur avendo una ben precisa collocazione storico - politico - sociale, presenta nello stesso tempo un dramma che esula dai limiti temporali e che appare oggi più attuale che mai, richiamandoci al problema del "diverso" nei cui confronti si ha spesso un atteggiamento di distacco, di incomprensione, di non accettazione, che porta il soggetto a vivere in modo, talvolta tragico, il suo stato.
E così Caterina, la protagonista, non accetta serenamente la sua "disgrazia", anzi, per la sua rigorosa coscienza morale, sente fortemente il bisogno dell'espiazione, della punizione, che trova, in modo perverso, calunniando la rozza, ingenua Jana, portatrice di sentimenti sinceri, suscettibili di fraintendimento.
Ella vive la sua natura in maniera così ambigua da indurre a definirla ipocrita, ma il suo comportamento è determinato dal fatto che in lei vivono due anime: una sinceramente buona e pronta ad aiutare il prossimo; l'altra, quasi perfida, tendente ad usare i suoi simili; soffre e lotta per superare questo conflitto e dare armonia al suo animo.
Brancati scandaglia, con profonda delicata analisi, l'animo di tutti i personaggi, soggetti a conflitti interiori, ma soprattutto quello di Leopoldo, che troppo rigido nei suoi principi morali, ha causato a se stesso un grande dolore e pe questo "dopo", avendo accettato la debolezza umana, pur sconvolto e privo di certezze, comprenderà e perdonerà.
Avendo considerato la tematica dell'opera non ristretta entro confini definiti, la scelta registica si è orientata verso una messinscena "atemporale" sia nella scenografia che nei costumi, consoni al carattere del personaggio, e non ha voluto esprimere un giudizio netto sui personaggi, ma ha voluto lasciare nello spettatore un'emozione immediata, soggettiva, suscettibile di ulteriori riflessioni nel ricordare che "il corpo è la prigione dell'anima".
Rosa Peluso